“L’eleganza non è farsi notare ma farsi ricordare”.

È una frase famosa di Giorgio Armani che descrive il suo stile e la sua sfilata meneghina.

Non ci sono spettacolari coreografie ad accompagnare le sue creazioni.

I suoi modelli sfilano dando la percezione di una femminilità delicata e sicura di se.

Il classico tailleur con pantalone morbido o con gonna corta o con bermuda.

Giacca corta appena sui fianchi con gonna lunga e stretta con nodi ai lati.

Molto uso delle cappe anche per l’eleganza della sera .

Ecological fur anche colorate.

Uso del velluto nero per la sera .

Poche trasparenze e nudità.

Con le gonne corte sono previsti stivali alti fino al ginocchio.

I colori sono tenui: molto grigio usato con diverse tonalità abbinate tra loro, accostato al rosa, al beige e all’argento.

A terminare la sfilata un bellissimo tailleur con pantalone grigio con cristalli di luce.

Molto nero non solo per la sera ma anche per l’ufficio.

Rosso e verde metallizzato i colori di contrasto molto spesso presenti negli accessori.

E proprio l’uso degli accessori a dare stravaganza ad una collezione classica e raffinata, con cobalchi colorati, borsette piccole con frange e brillantini, collane grandi.

Una collezione con influenze provenienti da tutto il mondo soprattutto con influenze asiatiche.

È un classico aperto mentalmente quello che presenta Re Giorgio, dove il diverso non contrasta ma è sottile e sembra essere parte integrante del tutto.

Come una persona che ha origini lontane ma è sempre vissuta in Italia tanto da sentirsi italiano dentro.

Si accetta il diverso quindi, ma nel rispetto della cultura e della tradizione italiana.

Alida Pesaresi